Sotto questa bandiera riuni'
un popolo stremato e trasformo' questa terra avvilita in un luogo
ridente. Fece costruire una rete stradale, promulgo' norme e regolamenti
per l'amministrazione, favorì la salute pubblica e la moralita',
impose un nuovo sviluppo all' industria mineraria e progetto' un
insediamento siderurgico. La sua permanenza all'Elba fu improntata
da una grande alacrita' come di chi sa di avere poco tempo. Probabilmente
sapeva bene che le grandi potenze non lo avrebbero lasciato a lungo
cosi' libero e vicino a loro: gia' si parlava di esilio lontano
o di uccisione. La sera del 26 febbraio, approfittando dell' assenza
del commissario inglese, Napoleone lascio' l' isola con i suoi 1.100
fedelissimi. Non sarebbe piu' tornato ma l' Isola non lo ha mai
dimenticato. All' isola ha lasciato le sue residenze: in citta'
la villa dei Mulini:
una palazzina dalle linee architettoniche sobrie dove Napoleone
visse i primi e gli ultimi mesi. All' interno si possono ammirare
Molti mobili, opere d' arte e documenti a lui appartenuti. In campagna
la villa
di San Martino voluta dall' imperatore e costruita ampliando
una casetta rustica preesistente. Vicino ora sorge un museo Napoleonico
voluto dal principe Demidoff.