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Die Insel Elba

 

Vuole la leggenda che Giasone nella sua ricerca del Vello d' Oro fece sostare la flotta degli Argonauti per alcune riparazioni all' Isola d' Elba ed anche che trecento Elbani partissero alla volta di Troia per aiutare Priamo contro i Greci. Leggende, ma all' Elba si riferisce sicuramente Aristotele quando parla di un' isoletta situata in Etruria dalla quale si estraevano metalli come il ferro ed il rame. A quel tempo l' isola si doveva presentare oltre che coperta di boschi anche rossa di fuochi, tanto che il suo primo nome, quello usato da Aristotele, e' AETHALIA che vuol dire favilla. Era una piccola terra ambita dai popoli marinari dell' antichita'. Nel sesto secolo avanti Cristo la troviamo in mano ai Focesi, poi la conquistano gli Etruschi di Populonia ed a loro la tolgono i Greci di Siracusa agli inizi del quarto secolo A.C.. In questo periodo gia' esiste sull' isola un centro abitato chiamato Argoos che i Latini varieranno in Portus Argous. Gli Etruschi ed i Liguri la ripresero ai Greci perche la troviamo citata da Plinio e da Virgilio col nome di ILVA che deriva  da Ilvates, cioe genti liguri.

 

Ormai non solo il ferro ma anche il granito veniva estratto e questa attivita' durera' nei secoli e noi oggi possiamo ammirare le colonne di granito dell' isola al Pantheon e nella Basilica di San Paolo in Roma. In Questo periodo Portus Argous muto' il nome in Fabricia, Pianosa si chiamo' Planaria, il Giglio Lilium, Montecristo Oglasa, la Gorgona Gorgon, Capraia Capraria e Giannutri Artemisia.

 

Oltre ai nomi sono poche le notizie che ci sono pervenute dell' isola sotto la dominazione romana, vuoi per le poche ricerche effettuate, vuoi perche' i Romani erano piu' portati a sfruttare che non a favorire lo sviluppo delle zone costiere e delle isole, per la loro natura poco marinaresca. Comunque tra le poche vestigia di quel periodo spiccano i resti di una villa (probabilmente appartenuta a P. Acilius Attianus, prefetto pretorio di Adriano ) in localita' Le Grotte a Portoferraio.

 

La storia documentata dell' Elba riprende col Cristianesimo ed il Medio Evo. E' di questo periodo la comparsa del nome Elba in un testo di Gregorio Magno. Sono le storie di due santi che ci ripropongono testimonianze documentarie dell' Elba: quelle di San Cerbone e quella di San Mamiliano, uno rifugiatosi all' Elba per sfuggire ai Longobardi, l' altro eremita a Montecristo. All' inizio del secolo XI l' Elba passa sotto il dominio dei Pisani, cominciando a diventare terra toscana non solo geograficamente. Pisa la difese in numerose situazioni contro i pirati saraceni, costrui' le fortificazioni piu' antiche che ancora adesso si notano.

 

Basterà citarne due: una perche' e' rimasta immutata, a parte il degrado del tempo, e cioe' il castello del Volterraio, l' altra, la torre marina di Marciana Marina, perche' e' arrivata a noi attraverso cambiamenti di nome e restauri dei Medici. Del castello del Volterraio sappiamo che e' stato costruito nell' undicesimo secolo per ordine della famiglia Appiani , che comandava in Pisa, dal cittadino Vanni di Gherardo Rau. Del nome del castello non sappiamo l' origine e cio' non fa che accrescere l' alone leggendario ed affascinante che ruota attorno a questa prima opera di fortificazione all' Elba. Di origine pisana e' anche la chiesa di Santo Stefano a Magazzini.

 

La dominazione pisana duro' con altalenanti intermezzi di dominio genovese fino al sedicesimo secolo, quando venne in possesso della Spagna che aveva assunto una posizione di preminenza nel Mediterraneo. Con gli Spagnoli si apre un periodo importantissimo che lascera' segni tuttora visibili nella vita dell'isola specialmente nella parte orientale. Nel 1534 il pirata Adriadeno Barbarossa sbarco' nei pressi di Rio Marina saccheggio', incendio' e riparti' con le navi cariche di schiavi che porto' a Tunisi, ma a Tunisi vennero liberati e riportati in patria da Carlo V. Sotto il suo dominio l' Elba passo un periodo di pace e prosperita' che fini' quando Carlo V per problemi con i Francesi non fu piu' in grado di difendere l' isola che subi' di nuovo gli attacchi dei pirati. Carlo V la vendette in parte a Cosimo I dei Medici. E cosi' Ferraia, la vecchia Fabricia, passo sotto il dominio Fiorentino e si chiamo' Cosmopoli.

 

La dominazione dei Medici segno' fortemente la popolazione di Portoferraio nei confronti del resto dell' isola rimasta sotto l' ifluenza spagnola. Ancora oggi il dialetto portoferraiese e' piu' marcatamente toscano di quello del resto dell' isola. Ancora oggi a Portoferraio e' viva la tradizione delle confraternite dei Bianchi e dei Neri, testimoniata dalla presenza di due chiese e di due cimiteri distinti, proprio come avveniva ai tempi della Divina commedia. Dal 1548 in poi Cosmopoli comincio' a staccarsi dal resto dell' isola. Ebbe le sue imponenti cinta di mura e sorsero i due fortilizi Falcone e Stella. Fiorirono i commerci e la cultura. Nel 1553 una flotta Franco-Turca sbarco' all' Elba e sbaraglio' la debole resistenza opposta dalle forze PisanoSpagnole. L' unica a non essere conquistata fu Cosmopoli, imprendibile con le sue fortificazioni. Da Cosmopoli pian piano i Medici conquistarono tutta l' isola. Restituirono la parte occidentale agli Appiani e quindi agli Spagnoli in cambio della Lucchesia e gli Spagnoli, avvalendosi dell' esempio di Cosmopoli costruirono il forte di Longone a difesa della baia di quello che oggi e' Porto Azzurro. Fino alla fine del diciasettesimo secolo l'Isola fu cosi' divisa: Longone conteso tra Spagnoli e Francesi, Cosmopoli in mano ai Medici.

 

Nel 1738 l' isola passo' con tutta la Toscana sotto i Lorena e fu' proprio sotto di loro che Cosmopoli si chiamo' Portoferraio. Ma il mondo stava cambiando ed un' altra grande potenza si interessava sempre piu' all' Elba: l' Inghilterra. Durante la Rivoluzione francese 4.000 realisti francesi fuggirono all' Elba protetti dalla flotta inglese e l' isola fu associata ai terreni di sua Maesta Britannica nel 1796. La fortezza di San Giovanni fu occupata dalle truppe inglesi comandate dall' ammiraglio Nelson e da allora si chiama Forte Inglese. I Francesi tornarono l'anno dopo e seguirono anni di sanguinose lotte di tutti contro tutti: Francesi, Inglesi, Borboni e Toscani . Dopo la Pace di Amiens la Francia rientro' in possesso dell' isola che divento' una sottoprefettura di Livorno. Unita ma stremata la trovo' Napoleone quando vi sbarco' il 4 maggio 1814. Era arrivato il Sovrano piu' importante di tutta la sua storia.

  

Ripartito e sconfitto Napoleone, l' Elba fu annessa al Granducato di Toscana nel 1815 e nel 1860 con il plebiscito passava a far parte dello stato italiano. L' Italiana Elba divenne un importante centro siderurgico e conobbe un periodo di fiorente espansione commerciale, conoscendo anche un fenomeno di immigrazione dal continente. Cio' fu favorito anche dalla perdita di importanza strategica che l' unita' d' Italia porto'.

 

Ma una nuova minaccia gia' incombeva e con lo scoppio della seconda guerra mondiale Portoferraio conobbe la distruzione dal cielo: prima i tedeschi poi gli americani bombardarono la citta e gli stabilimenti distruggendoli. La fine della guerra e la storia contemporanea vedono l' Isola d' Elba avviata verso una politica di sviluppo turistico abbandonando per sempre quello industriale.

Questo oppidum, che come gli altri abitati etruschi dell'isola controllava gli antichi commerci siderurgici, presentava una cinta muraria dalla planimetria irregolarmente rettangolare (20 x 50 m), costituita da blocchi sovrapposti di pietra locale. La Villa romana delle Grotte, domus posta in posizione panoramica sopra l'omonimo promontorio affacciato sul golfo di Portoferraio.volterraiosanto stefanoIl forte Stella è una fortificazione costiera situata a Portoferraio, sull'isola d'Elba.porto longoneLa chiesa del Santissimo Sacramento è un edificio sacro che si trova in via Garibaldi a Portoferraio.La chiesa di San Cristino o San Crispino, detta anche chiesa della Misericordia, è un edificio sacro che si trova a Portoferraio.Il Forte Falcone è una fortificazione costiera situata a Portoferraio, sull'Isola d'Elba. Il forte Stella è una fortificazione costiera situata a Portoferraio, sull'isola d'Elba. Il 13 dicembre 1900 la società siderurgica Ilva iniziò la costruzione degli altiforni a Portoferraio.
La zona di Rio Marina è stata sfruttata fin dai tempi degli Etruschi per scopi minerari, a causa della forte presenza di minerale di ferro nel terreno.
La bellissima cinta muraria, i cui resti, tuttora in buono stato e resi abitabili, circondano il centro storico di Portoferraio.
Il complesso fortificato fu realizzato in più riprese a partire dal 1548, su progetto di Giovanni Camerini, che all'epoca stava lavorando anche alla realizzazione di altre strutture militari del sistema difensivo della cittadina elbana voluto dai Medici.
Rimasto parzialmente incompleto in alcuni suoi punti, venne ultimato soltanto nel 1701, dopo la ripresa dei lavori avvenuta soltanto nel tardo Seicento.
 

 

 

 

 

 


 

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